Scienze Politiche

UNIVERSITA’: IL NOSTRO PUNTO DI PARTENZA

L’edificio D5 del Polo di Novoli  è stato occupato per circa un mese, e  la ragione principale di questa occupazione sono i tagli provocati dalla legge 133.

Noi siamo sempre stati contrari all’occupazione perchè la posizione più ragionevole ci sembra quella che prende atto della situazione, e partendo da questa punta a valorizzare ciò che funziona, come ad esempio i gruppi di studio costituiti per analizzare i vari aspetti della situazione universitaria , e che ne tiene conto in maniera critica e soprattutto propositiva.
Davvero l’occupazione si è rivelata la soluzione più efficace? Davvero solo chi vi ha partecipato può dire di aver proposto soluzioni per la situazione critica  in cui versa l’Università oggi?
Noi pensiamo di no.

L’occupazione, alla quale ha partecipato solo una parte minima degli studenti,  oltre a creare notevoli disagi a coloro che desideravano fare lezione violando il loro diritto allo studio, non ha portato a nessun risultato concreto.

La situazione sta parzialmente migliorando grazie agli sforzi di chi, al di là di qualsiasi strumentalizzazione politica, ha messo al centro della questione il motivo per cui l’Università ha ragione di esistere e di essere chiamata tale.

Grazie alle proposte del CNSU è stato approvato il DL 180, che fa una chiara distinzione tra Atenei virtuosi e non, e che per il 2009 integra il fondo per il finanziamento dei progetti per la realizzazione delle residenze universitarie di 65 milioni di euro e stabilisce un fondo d’intervento integrativo per le borse di studio di 135 milioni di euro.
Questa non è una lotta tra due fazioni contrapposte, ma lo sforzo di unire chi ha davvero a cuore il destino dell’Università.

Il punto di partenza che ci muove non è la ricerca di un sistema perfetto, ma un desiderio di conoscenza  che si concretizza innanzitutto nello studio, e poi nel continuo lavoro per salvare e migliorare quello che c’è di buono oggi nell’Università, certi che anche nel miglior sistema possibile, questo desiderio non sarebbe  soddisfatto. Ribadiamo quindi la nostra ferma convinzione che qualsiasi forma di protesta, se fine a se stessa, è totalmente inutile, e nel caso specifico riteniamo sbagliata l’occupazione, che si è rivelata irrealistica, perché non partiva da un’analisi effettiva della realtà, inefficace, in quanto non ha portato ai risultati desiderati ed anacronistica perché ora ancor più di prima non si è rivelata uno strumento utile per migliorare la situazione.

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