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	<title>Lista Aperta Firenze &#187; dl112</title>
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	<description>News dai rappresentanti universitari di Lista Aperta</description>
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		<title>Filo da torcere&#8230; per gli studenti!</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 17:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ingegneria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ingegneria]]></category>
		<category><![CDATA[collettivo]]></category>
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		<category><![CDATA[legge 133]]></category>
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		<description><![CDATA[Lista Aperta è stata accusata dal Collettivo di ingegneria di non essersi impegnata in questo periodo difficile per l’Università. Vorremmo allora far notare questi fatti, avvenuti ad opera dei nostri colleghi, dentro le accuse che ci sono state mosse:
•    L’occupazione ad oltranza, con blocco della didattica a Morgagni per due settimane. Che senso ha bloccare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lista Aperta è stata accusata dal Collettivo di ingegneria di non essersi impegnata in questo periodo difficile per l’Università. Vorremmo allora far notare questi fatti, avvenuti ad opera dei nostri colleghi, dentro le accuse che ci sono state mosse:</p>
<p style="text-align: justify;">•    <strong>L’occupazione ad oltranza, con blocco della didattica a Morgagni per due settimane. Che senso ha bloccare l’Università se si vuole salvarla?</strong> Che benefici ha portato questo blocco contro la legge 133 ? <strong>Lista Aperta si è impegnata per cercare di ristabilire il diritto degli studenti a poter seguire i corsi anche e soprattutto in questo momento difficile! </strong>(vedi verbale CdF 21/10/2008 qui sotto) con una raccolta firme sottoscritta da più di 220 persone in due giorni. Il cdf stabilì in quella occasione che fossero permesse le lezioni, il giorno dopo non c’erano più le chiavi delle aule…</p>
<p style="text-align: justify;">•    <strong>Impedire lo svolgimento di un’assemblea</strong> (di Scuola di Comunità, organizzata dagli studenti di Comunione e Liberazione e aperta a tutti) richiesta da oltre 200 studenti. Chi dà agli occupanti il diritto di decidere cosa sia giusto o sbagliato fare in università? L’assemblea è stata svolta altrove dopo le minacce portate da “l’assemblea degli occupanti” (impersonatasi in un rappresentante del Collettivo), costituita da 50 persone che si arrogano il diritto di sdecidere per un plesso frequentato da 15 mila studenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>•    Tentare di impedire la proiezione di un convegno organizzato da Lista Aperta a Milano</strong> con Decleva (presidente della CRUI) e due senatori (Rossi del PD e Valditara del PdL). Ancora una volta gli occupanti (senza neanche aver visto l’incontro) giudicavano la proiezione “non corretta perché a favore della 133” e hanno tentato di bloccarla con la forza. L’incontro, molto utile per capire la situazione attuale, è stato comunque proiettato ed è visibile dal sito www.ilsussidiario.net. A voi giudicare se sia interessante o così pericoloso!</p>
<p style="text-align: justify;">In questo incontro è stato possibile vedere qual è il modo di agire di Lista Aperta, che dai “semplici” Consigli di Corso di Laurea ai più alti organi universitari, come Senato, CdA e CNSU, ha la preoccupazione di entrare in dialogo e discutere in maniera propositiva, e non con slogan da stadio, nel merito delle questioni con le altre parti interessate al destino dell’Università. <strong>A<span style="color: #000000;"> noi non interessa una logica di contrapposizione sterile, che metta le parti una contro l’altra e che è molto proficua per chi è interessato al potere, e non al bene comune.</span></strong><br />
<strong>Grazie anche al lavoro dei rappresentanti di Lista Aperta al CNSU, nel DL 180 sono stati reinseriti 200 milioni di euro per il diritto allo studio che erano stati tolti nella finanziaria</strong>… è già un piccolo passo in avanti, ottenuto col metodo spiegato sopra!<br />
Lista Aperta inoltre ha promosso e collaborato con molte iniziative studentesche (tra cui iSound, TEClab, Cineforum Bio-pic… e questo solo a Ingegneria) Tutte queste iniziative sono state proposte da Lista Aperta partendo dalla passione di noi studenti per quello che ogni giorno studiamo in questa facoltà. <strong>Davanti alla crisi dell’Università, infatti, per noi ora è più ragionevole mettersi al lavoro, prendendo sul serio il desiderio di conoscenza, a lezione, nello studio e nelle iniziative che da questo sono generate, piuttosto che occupare. </strong><br />
<strong>In questo momento storico il valore delle iniziative di noi studenti è ancora più grande, perché sono la possibilità di riaffermare lo scopo per cui l’Università è nata, cioè un interesse verso tutto ciò che ci circonda, che qui è educato attraverso un uso della ragione privo di posizioni strumentali che non partono dalle reali esigenze di noi studenti. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nonostante questi fatti qualcuno desidera solo criticare</strong>: ora che i lenzuoli contro la legge 133 sono stati ammainati, il collettivo ha bisogno di scegliersi un nuovo nemico.<br />
<strong>Questo a noi non interessa: per noi la politica nasce dall’amore per il luogo in cui si vive, continueremo quindi a lavorare con chiunque abbia a cuore l’università, certi di essere giudicati sulla base di fatti e non sulle chimere di altri.<br />
</strong>
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lista Aperta</strong></p>
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		<title>L’Università tenga conto della libertà di tutti</title>
		<link>http://firenze.listaperta.it/index.php/l%e2%80%99universita-tenga-conto-della-liberta-di-tutti.html</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 17:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ateneo]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio di Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Senato Accademico]]></category>
		<category><![CDATA[dl112]]></category>
		<category><![CDATA[legge 133]]></category>
		<category><![CDATA[occupazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella seduta congiunta di Senato e CdA di venerdì 24 ottobre è stato approvato all’unanimità un documento sullo stato di agitazione dell’Ateneo, in cui gli organi “sostengono le azioni e il dibattito responsabilmente avviati tra studenti e docenti, che garantiscono insieme lo spazio per la discussione e lo svolgimento delle attività didattiche e di ricerca”.

Abbiamo votato a favore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella seduta congiunta di Senato e CdA di venerdì 24 ottobre è stato approvato all’unanimità un documento sullo stato di agitazione dell’Ateneo, in cui gli organi “sostengono le azioni e il dibattito responsabilmente avviati tra studenti e docenti, che garantiscono insieme lo spazio per la discussione e lo svolgimento delle attività didattiche e di ricerca”.</p>
<p><span id="more-34"></span></p>
<p>Abbiamo votato a favore di questo documento, perché in esso si tiene conto delle esigenze degli studenti di portare avanti forme di protesta, come più volt abbiamo ricordato, che tengano conto del diritto allo studio di tutti, colpito nelle scorse settimane in molte facoltà del nostro Ateneo dalle occupazioni contro la legge 133. È pieno diritto di ciascuno discutere e criticare qualunque cosa, soprattutto una legge che presenta notevoli problematiche e ripercussioni sull’Università, che anche noi riconosciamo pienamente.</p>
<p>Se è evidente allora che non è in gioco una battaglia di parte ma il destino dell’università stessa colpita dai tagli della legge 133, ancora di più è inaccettabile che minoranze di studenti da settimane occupino edifici dell’Ateneo, impedendo agli studenti di fare lezione e alimentando un clima di contrapposizion ideologica. Questo è il modo migliore per non affrontare i problemi e per non mettere mano ad un disegno riformatore, ora più che mai necessario.</p>
<p>La maggioranza degli studenti, come testimoniano le oltre 1000 firme raccolte in queste settimane in varie facoltà occupate contro la sospensione della didattica, vuole poter continuare a seguire le lezioni, portando avanti modalità di protesta, come è avvenuto in questi giorni nelle assemblee organizzate dai presidi ad Architettura, Scienze Politiche e al Polo di Prato, insieme ai docenti, attraverso quel metodo scientifico che è consono alla realtà universitaria e privo di posizioni strumentali che non partono dalle reali esigenze di noi studenti.</p>
<p>Chiediamo quindi che la mozione approvata possa guidare i Presidi e il Rettore a una soluzione ragionevole e serena, senza alcun ricorso a soluzioni estreme come le occupazioni e forme ancora più radicali come la sospensione della didattica.</p>
<p>In questo momento di caos, occorre salvaguardare il diritto/dovere dei docenti ad onorare il loro impegno didattico e il desiderio degli studenti di seguire i corsi e di studiare.</p>
<p>Richiamiamo all’attenzione di tutti ciò che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha scritto in una lettera a studenti e ricercatori della Sapienza “è indispensabile che su questi temi non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione, ma ci si apra all’ascolto reciproco, a una seria considerazione delle rispettive ragioni”.</p>
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		<title>Volantino del CLDS sulla legge 133</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 21:47:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>senato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Universitario]]></category>
		<category><![CDATA[clds]]></category>
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		<category><![CDATA[legge 133]]></category>

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		<description><![CDATA[È indispensabile che su questi temi non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione,
ma ci si apra all’ascolto reciproco, a una seria considerazione delle rispettive ragioni”
Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica &#8211; 22 ottobre 2008
Dopo i pesanti tagli imposti dal Ministero dell’economia con il decreto 112 da più parti si sostiene che il sistema universitario sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>È indispensabile che su questi temi non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione,<br />
ma ci si apra all’ascolto reciproco, a una seria considerazione delle rispettive ragioni”</strong><br />
Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica &#8211; 22 ottobre 2008</p>
<p style="justify;">Dopo i pesanti tagli imposti dal Ministero dell’economia con il decreto 112 da più parti si sostiene che il sistema universitario sia prossimo a dichiarare bancarotta. Dopo Alitalia, l’Università.</p>
<p style="justify;">In verità, la situazione per il prossimo anno accademico non è drammatica. Il fondo di finanziamento ordinario (FFO), infatti, viene tagliato di 63,5 Milioni a fronte di risparmi per i bilanci universitari di 218 Milioni (fonte Sole24ore del 12/9). Ma lo scenario cambia drasticamente a partire dal 2010. C’è dunque un anno di tempo per evitare il tracollo.</p>
<p style="justify;">Che l’Università abbia bisogno di essere rinnovata è sotto gli occhi di tutti e non da oggi. Sebbene sia lecito dubitare che il primo passo di questo rinnovamento dovesse essere una “dieta” forzata per tutti gli atenei indistintamente, occorre prendere atto della necessità di avviare al più presto un processo di risanamento del sistema che ponga un freno ad un uso sconsiderato dell’autonomia da parte di molti atenei, ormai ad un passo dal fallimento.</p>
<p style="justify;">In particolare il destino dell’Università si gioca lungo un doppio binario che chiama in causa rispettivamente la responsabilità del Ministero e del Governo da una parte e quella delle università dall’altra.</p>
<p style="justify;">Il Ministro Gelmini dovrebbe rompere il silenzio e dichiarare apertamente quali sono le linee guida secondo le quali intende muovere i primi passi per ridisegnare complessivamente il sistema. Tra i numerosi problemi sul tappeto devono essere affrontati con urgenza: la riforma dello stato giuridico dei docenti e dei meccanismi di reclutamento, il sistema di valutazione degli atenei e della ricerca (con conseguenti benefici economici che premino il merito), il diritto allo studio.</p>
<p style="justify;">Il Governo dovrebbe inoltre lasciare libertà nella gestione del turn-over a quegli atenei che hanno spese di personale inferiori al 90% del FFO, concordando invece specifici piani di rientro con gli atenei con spese di personale superiori. Si tratta in sostanza di riformulare le regole del gioco, lasciando alle università il tempo e la possibilità concreta di partecipare alla competizione.</p>
<p style="justify;">Da parte loro le università non possono arroccarsi su posizioni di pura conservazione dello status quo e dovrebbero decisamente proporre misure di rinnovamento e di riforma. In particolare occorre accettare l’idea di una differenziazione tra atenei per procedere positivamente a una selezione delle eccellenze.</p>
<p style="justify;">Inaccettabili, perché lesivi della libertà di tutti, oltre che inutili, sono i tentativi in atto in alcuni atenei di occupare le facoltà e di bloccare il regolare svolgimento delle attività didattiche.</p>
<p style="justify;">Come ha recentemente affermato il Prof. Decleva, Presidente della CRUI, «la preoccupazione numero uno è che chi vuole le riforme veramente si trovi schiacciato da un lato dai tagli previsti dal Governo e dall’altro da forme di protesta che hanno altre motivazioni di fondo». «È l’ora di mettersi attorno a un tavolo e discutere nel merito – sottolineo: nel merito – del problema, lasciando alle spalle fatue contrapposizioni ideologiche. Sono convinto che esistano margini per interventi riformatori» (Il Giornale, 21.10.08).</p>
<p>In questo momento di difficoltà e di caos è più che mai necessario che ciascuno faccia la sua parte e si assuma le sue responsabilità: Governo, Ministro, Rettori e comunità accademiche.</p>
<p style="justify;"><strong>CLDS &#8211; Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio</strong></p>
<p style="justify;">Scarica questo volantino in PDF: <a href="http://firenze.listaperta.it/wp-content/uploads/2008/11/volantino-clds-ottobre-2008.pdf"><strong>Volantino del CLDS sulla legge 133</strong></a></p>
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		<title>DL 112: da cosa ripartire?</title>
		<link>http://firenze.listaperta.it/index.php/dl-112-da-cosa-ripartire.html</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 16:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ateneo]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Universitario]]></category>
		<category><![CDATA[dl112]]></category>
		<category><![CDATA[legge 133]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi ultimi mesi il mondo dell’università, già in crisi da diversi anni da un punto di vista non solo economico ma anche della didattica e della ricerca, è stato colpito dal dl 112, provvedimento approvato il 25 giugno e trasformato in legge il 6 agosto scorso, che prevede pesanti tagli ai fondi destinati all’Università. Gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi ultimi mesi il mondo dell’università, già in crisi da diversi anni da un punto di vista non solo economico ma anche della didattica e della ricerca, è stato colpito dal dl 112, provvedimento approvato il 25 giugno e trasformato in legge il 6 agosto scorso, che prevede pesanti tagli ai fondi destinati all’Università. Gli effetti di questa legge saranno i seguenti:</p>
<ul>
<li>La riduzione del Fondo di Finanziamento Ordinario del 7%, con la conseguenza di una minore spesa per l’università e quindi di una minore qualità nella didattica e nella ricerca.</li>
<li>Il turn-over sarà fissato al 20% fino al 2011, (cioè per 100 professori che vanno in pensione solo 20 potranno essere sostituiti utilizzando solo il 20% delle risorse liberate) con la conseguenza di una riduzione del numero di docenti, di impossibilità di accesso dei giovani ricercatori alla carriera universitaria, di fuga di cervelli all’estero e impossibilità di ricambio generazionale dei docenti.</li>
</ul>
<p>A nostro giudizio se il sistema universitario nazionale ha bisogno di una riforma, non è possibile fare ciò attraverso una manovra economica che tende a tagliare i fondi in modo indiscriminato senza fare distinzioni fra gli atenei virtuosi su tutti i punti di vista e atenei che, di fatto, non lo sono. Il momento che l’università sta di conseguenza vivendo, è ora come non mai decisivo, ed è evidente che non è in gioco una battaglia di parte, ma il destino stesso dell’università, dentro i pregi e i difetti che la caratterizzano.</p>
<p>Secondo noi è decisivo, per giudicare tutto quanto sta accadendo e cosa è meglio fare davanti alle problematiche che nascono, chiedersi che cosa è l’università, a che cosa serve e andare all’origine del motivo per cui, studenti e professori, abbiamo scelto di investire tempo e denaro nello studio specialistico che è in essa coltivato. Solo ripartendo da un giudizio di merito sull’università stessa è possibile uscire dalla crisi che la caratterizza e che non è solo dovuta ai mancati finanziamenti di vari governi, ma soprattutto da una perdita dello scopo per cui essa stessa è nata, come anche l’opinione pubblica e il mondo universitario stesso hanno riconosciuto più volte.</p>
<p>Benedetto XVI ha sottolineato nel suo mancato intervento a La Sapienza come “la vera, intima origine dell&#8217;università stia nella brama di conoscenza che è propria dell&#8217;uomo. Egli vuol sapere che cosa sia tutto ciò che lo circonda. Vuole verità.” Noi studenti ci siamo iscritti all’università per questo motivo, scommettendo su di essa ancora nonostante tutte le contraddizioni e la difficoltà che in essa vi sono, perché mossi dal desiderio di conoscenza e verità che secoli fa ha generato questo istituto.</p>
<p>Perciò in tutta questa situazione riteniamo giusto che si debba auspicare una revisione della legge, e chiedere allo stesso tempo una forma di protesta che non sospenda la didattica per una o più settimane. Una simile forma danneggia solo gli studenti, che in questo momento costituiscono la risorsa più importante per la nostra Università.</p>
<p>Scarica il volantino del giudizio di Lista Aperta sul DL 112 [<a title="DL 112: da cosa ripartire?" href="http://firenze.listaperta.it/wp-content/uploads/2008/11/dl112-volantino-giudizio.pdf" target="_blank">download</a>].</p>
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		<title>Tremonti e l’Università: Prove Tecniche di Eutanasia</title>
		<link>http://firenze.listaperta.it/index.php/tremonti-e-l%e2%80%99universita-prove-tecniche-di-eutanasia.html</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 21:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>senato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Universitario]]></category>
		<category><![CDATA[clds]]></category>
		<category><![CDATA[dl112]]></category>
		<category><![CDATA[legge 133]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano, 17 luglio 2008
Negli ultimi giorni nelle università italiane si registra un clima di profondo malcontento, quando non addirittura di aperta avversione nei confronti dei recenti provvedimenti legislativi che riguardano il mondo accademico. Già nella scorsa legislatura, con il Ministro Mussi, il sistema universitario aveva rasentato la bancarotta (ricordiamo i pesanti tagli imposti dal decreto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milano, 17 luglio 2008</p>
<p>Negli ultimi giorni nelle università italiane si registra un clima di profondo malcontento, quando non addirittura di aperta avversione nei confronti dei recenti provvedimenti legislativi che riguardano il mondo accademico. Già nella scorsa legislatura, con il Ministro Mussi, il sistema universitario aveva rasentato la bancarotta (ricordiamo i pesanti tagli imposti dal decreto Bersani prima e dalla Finanziaria poi). Anche per queste ragioni da parte del mondo universitario c’era grande attesa nei confronti del nuovo Governo, affinché finalmente l’università tornasse ad avere l’attenzione che merita nell’agenda politica. I problemi sul tavolo, com’è noto, sono molti: dall’autonomia universitaria al reclutamento dei docenti, dall’abolizione del valore legale del titolo di studio al sistema di finanziamento e di valutazione.</p>
<p>Dopo i primi segnali positivi (lo sblocco dei concorsi e l’aumento dell’importo delle borse di dottorato) il recente Decreto Legge n. 112/2008 desta, invece, più d’una preoccupazione riguardo all’atteggiamento dell’attuale Governo (ed in particolare del Ministro dell’economia) nei confronti dell’Università italiana. Accanto a misure che vanno nella direzione di una presunta liberalizzazione del sistema universitario (così la possibilità per gli atenei di trasformarsi in fondazioni) ve ne sono altre che, ancora una volta senza distinzione tra atenei virtuosi e atenei spreconi, rischiano di mettere definitivamente in ginocchio il mondo accademico.</p>
<p>Il fondo di finanziamento ordinario delle università, è ridotto infatti di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per l’anno 2010, di 316 milioni di euro per l’anno 2011, di 417 milioni di euro per l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013. Direttamente collegata a tale riduzione la limitazione dell’assunzione di personale a tempo indeterminato da parte delle Università (ancora una volta non fa differenza se si tratti di un ricercatore o di un fattorino, il turn over colpisce indistintamente tutti): fino al 2012 nuove assunzioni saranno possibili solo entro il limite del 20% delle cessazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato intervenute nell’anno precedente. Come dire (un po’ sbrigativamente) un nuovo assunto ogni 5 pensionati. Infine, a decorrere dal 1° gennaio 2009, la progressione economica degli stipendi di professori e ricercatori (che non sono aggiornati da anni e sono decisamente più bassi di quelli dei colleghi degli altri Paesi occidentali con i quali siamo soliti confrontarci) subisce, sostanzialmente, una decurtazione del 33%.</p>
<p>Ora, di principio, si può anche condividere la direzione intrapresa dal Governo nel senso di responsabilizzare maggiormente le università nella gestione delle risorse (in questo senso potrebbe intendersi la possibilità di trasformarsi in fondazioni). È noto, infatti, che molti Atenei vivono, per così dire, al di sopra delle loro possibilità, con grave spreco di denaro pubblico.</p>
<p>Ma perché intervenire indistintamente nei confronti di tutti gli atenei, con un taglio delle risorse a pioggia? In fin dei conti, così facendo, si commette lo stesso errore che (almeno secondo il programma di governo) si vorrebbe correggere, cioè l’assenza nell’attuale sistema, di meccanismi di differenziazione che premino la qualità e il merito. Nel decreto 112, invece, tutti gli atenei vengono trattati allo stesso modo con una misura genericamente punitiva.</p>
<p>Allo stesso modo perché si colpisce indistintamente la classe docente decurtando in sostanza stipendi già nient’affatto gratificanti? Non era questo il Governo che non avrebbe messo le mani nelle tasche degli italiani? Una misura del genere avrebbe potuto essere accettabile solo in un sistema di reale autonomia contrattuale in cui sia data agli atenei la possibilità di selezionare i docenti migliori e di stipulare contratti individuali o altre forme di incentivo o di premio per chi più si impegna in didattica e ricerca.</p>
<p>Se davvero si vuol mettere mano ai problemi dell’Università occorre rinunciare a porre misure estemporanee e occorre invece affrontare complessivamente i problemi in un quadro di riforma strategica dell’intero sistema. Se si vuole andare nella direzione della liberalizzazione del sistema universitario, ad esempio, accanto alla possibilità della trasformazione delle università in fondazioni occorre provvedere all’abolizione del valore legale del titolo di studio. Se si chiede ai docenti un sacrificio economico attraverso la decurtazione degli aumenti stipendiali occorre stabilire un meccanismo di contrattazione individuale che premi i più meritevoli.</p>
<p>Se si vuole diminuire il finanziamento statale alle università (con conseguente inevitabile aumento delle tasse universitarie a carico degli studenti e delle loro famiglie) occorre predisporre un serio sistema di diritto allo studio che garantisca ai capaci e meritevoli, ma privi di mezzi di accedere ai gradi più alti degli studi (il DPCM sul diritto allo studio è scaduto nel 2004 e risulta ormai obsoleto) ed occorre altresì predisporre un valido sistema di valutazione degli atenei.<br />
In mancanza di un disegno complessivo di riforma, invece, è inevitabile considerare i provvedimenti del Ministero dell’economia come una tra le tante misure di taglio della spesa pubblica e, pertanto, come l’ennesima dimostrazione dell’ignoranza della classe politica circa il ruolo e il valore dell’Università nel nostro Paese.</p>
<p>Chi si assumerà la responsabilità politica di questo “gioco al massacro” e di tutto ciò che fatalmente seguirà in autunno?</p>
<p>P.S. … … Chi è più statalista tra l’ex ministro Padoa Schioppa e l’attuale ministro Tremonti?</p>
<p><strong>Obiettivo Studenti</strong><br />
aderente al Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio (CLDS)<br />
email <a href="mailto:listaperta.obiettivostudenti@gmail.com">listaperta.obiettivostudenti@gmail.com</a></p>
<p>Scarica questo volantino in formato PDF: <a href="http://firenze.listaperta.it/wp-content/uploads/2008/11/volantino-clds-luglio-2008.pdf">Tremonti e l’Università: Prove Tecniche di Eutanasia</a></p>
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