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OCCUPAZIONI: COSA RIAFFERMIAMO?

Mercoledì 15 ottobre 2008, l’edificio D5 del Polo delle Scienze Sociali è stato occupato in seguito alle proteste per i tagli della legge 133, causando una serie di disagi agli studenti di tutte e tre le facoltà del Polo, come l’impossibilità di poter svolgere regolare lezione all’interno dello stesso D5. Questa decisione è stata presa in seguito alla netta contrarietà da parte del Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche ad una proposta di sospensione della didattica avanzata da alcuni rappresentanti degli studenti.

Di fronte a questi fatti, pur condividendo i motivi che hanno portato a questa protesta, non riteniamo adeguato il metodo adottato. Questo porta, infatti, un ulteriore danno all’Università che in questa situazione dovrebbe invece esaltare ancora di più il suo ruolo educativo, riaffermando anche in un momento di crisi quella che è la sua origine e il suo scopo, cioè la ricerca della verità.

I primi ad essere colpiti da questa situazione siamo proprio noi studenti, il cui fondamentale diritto è quello di poter usufruire di una didattica che abbia i criteri di regolarità e di efficienza (art. 2 Statuto di Ateneo). Questo sembra essere ben chiaro alla grandissima maggioranza degli studenti, che, infatti, hanno continuato in questi giorni le loro attività di studio e approfondimento.

Riteniamo inutili queste modalità di protesta perché, oltre a danneggiare solo gli studenti e la nostra facoltà, rischiano di non portare a nessun risultato, ma anzi di favorire e far giustificare da parte del ministero la logica del muro contro muro le cui conseguenze potrebbero essere ben peggiori di quelle attuali. D’altro canto simili azioni non fanno altro che indebolire le posizioni di chi nell’Ateneo e nella CRUI sta contrattando con il governo la possibilità di soluzione ai tagli della legge 133 in un’ottica di riforma; questi al momento sono gli unici interlocutori col ministro Gelmini.

Auspichiamo che questa protesta si trasformi in una vera occasione per la presa di coscienza dello stato attuale dell’Università, attraverso quel metodo scientifico che è consono a questo istituto e non con posizioni strumentali che non partono dalle reali esigenze di noi studenti.

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