In questi ultimi mesi il mondo dell’università, già in crisi da diversi anni da un punto di vista non solo economico ma anche della didattica e della ricerca, è stato colpito dal dl 112, provvedimento approvato il 25 giugno e trasformato in legge il 6 agosto scorso, che prevede pesanti tagli ai fondi destinati all’Università. Gli effetti di questa legge saranno i seguenti:
A nostro giudizio se il sistema universitario nazionale ha bisogno di una riforma, non è possibile fare ciò attraverso una manovra economica che tende a tagliare i fondi in modo indiscriminato senza fare distinzioni fra gli atenei virtuosi su tutti i punti di vista e atenei che, di fatto, non lo sono. Il momento che l’università sta di conseguenza vivendo, è ora come non mai decisivo, ed è evidente che non è in gioco una battaglia di parte, ma il destino stesso dell’università, dentro i pregi e i difetti che la caratterizzano.
Secondo noi è decisivo, per giudicare tutto quanto sta accadendo e cosa è meglio fare davanti alle problematiche che nascono, chiedersi che cosa è l’università, a che cosa serve e andare all’origine del motivo per cui, studenti e professori, abbiamo scelto di investire tempo e denaro nello studio specialistico che è in essa coltivato. Solo ripartendo da un giudizio di merito sull’università stessa è possibile uscire dalla crisi che la caratterizza e che non è solo dovuta ai mancati finanziamenti di vari governi, ma soprattutto da una perdita dello scopo per cui essa stessa è nata, come anche l’opinione pubblica e il mondo universitario stesso hanno riconosciuto più volte.
Benedetto XVI ha sottolineato nel suo mancato intervento a La Sapienza come “la vera, intima origine dell’università stia nella brama di conoscenza che è propria dell’uomo. Egli vuol sapere che cosa sia tutto ciò che lo circonda. Vuole verità.” Noi studenti ci siamo iscritti all’università per questo motivo, scommettendo su di essa ancora nonostante tutte le contraddizioni e la difficoltà che in essa vi sono, perché mossi dal desiderio di conoscenza e verità che secoli fa ha generato questo istituto.
Perciò in tutta questa situazione riteniamo giusto che si debba auspicare una revisione della legge, e chiedere allo stesso tempo una forma di protesta che non sospenda la didattica per una o più settimane. Una simile forma danneggia solo gli studenti, che in questo momento costituiscono la risorsa più importante per la nostra Università.
Scarica il volantino del giudizio di Lista Aperta sul DL 112 [download].