Il piano di studio di Lingue e Letterature e Studi interculturali, da qualche giorno scaricabile dal sito della Facoltà di Lettere e Filosofia con la guida dello studente (http://www.lettere.unifi.it/CMpro-v-p-214.html), garantirebbe sulla carta insegnamenti che ad oggi sono certi solo fino al 31 di ottobre. Le lingue destinate a non essere più garantite a partire da novembre sarebbero danese, ebraico, finlandese, polacco e serbo-croato. Da mesi si dibatte sul destino dei lettori di scambio, insegnanti di grammatica e lingua, fondamentali perché unici docenti di queste lingue, dal momento che l’Ateneo non ha i finanziamenti necessari a rinnovare i contratti in scadenza. Bisogna aggiungere che a contribuire a questa situazione è stato il provvedimento dell’ultima finanziaria che annullavala figura giuridica dei lettori di scambio, particolarissima in quanto esperti linguistici provenientegrazie ad accordi internazionali da altri paesi e ospitati nelle nostre Università a spese degli Atenei. A rischio sarebbero non solo alcune lingue di “nicchia”, ma anche l’insegnamento della grammatica e della lingua francese, spagnola, russa e tedesca, corsi sovraffollati e con pochi lettori; il problema riguarderà non solo le future matricole, ma anche gli studenti iscritti agli anni successivi. A nostro giudizio l’Offerta formativa deve essere reale e veritiera, rispettando le condizioni e le possibilità dell’Ateneo, della Facoltà e del Corso; ci rendiamo conto che il momento non è facile per il nostro Ateneo, ma proprio per questo c’è bisogno di guardare in faccia i problemi senza nasconderli agli studenti o proporre soluzioni tampone per un anno, in attesa di provvedimenti da Roma. È evidente che per Lingue, e tra qualche anno anche per molti altri Corsi di Laurea, è necessaria una presa di posizione netta e chiara, nella quale si scelga cosa l’Ateneo vuole portare avanti dal punto di vista della didattica e della ricerca e cosa non vuole o non può. I finanziamenti agli Atenei saranno sempre più legati all’eccellenza e alla qualità di didattica e ricerca: questa strada, ormai obbligata, richiede delle scelte lungimiranti, anche se dolorose. Questa responsabilità spetta all’attuale e alla futura gestione dell’Ateneo e della Facoltà. Da studenti e da uomini che scelgono di investire anni e soldi per andare a fondo del desiderio di conoscenza che li costituisce, scegliendo proprio l’Università di Firenze perché tale desiderio possa essere educato, chiediamo innanzitutto una sola responsabilità: quella di ripartire da un giudizio in merito all’Università stessa, riconoscendo lo scopo per cui è nata, perché solo sulla base di questo si può costruire e ricostruire meglio quanto c’è attualmente.
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