Lista Aperta è una lista apartitica che nasce per affermare una presenza e non un’idea. Infatti per noi la politica universitaria ha come prima prerogativa la persona, cioè una presenza che viene prima della politica stessa e che opera, che costruisce all’interno della società, dell’Università. Una presenza che deve essere difesa, perché l’Università possa realmente essere un luogo di libertà e di confronto, in cui sia possibile, a partire non da un’idea sull’Università, ma da dentro il fare l’Università, dalla propria esperienza, portare un contributo utile per tutti. È questa idea di pluralismo che muove il nostro lavoro di rappresentanza.
IL NOSTRO PROGRAMMA:
Consiglio di Amministrazione: cosa abbiamo fatto e cosa proponiamo
Tasse: le tasse studentesche sono diminuite grazie al nostro lavoro di rappresentanza in CdA: siamo stati gli unici a sostenere l’introduzione del nuovo sistema di calcolo del reddito ISEEU, ottenendo che il primo anno 2007-08 fosse sperimentale per acquisire i dati necessari a perfezionare la fasciazione dei redditi rendendola più aderente alla realtà economica degli studenti. I risultati che abbiamo ottenuto sono stati i seguenti: i contributi in eccesso ricevuti dagli studenti nell’anno 2007-08 sono stati restituiti con uno sconto sulla prima rata di cui tutti a settembre hanno usufruito, sono stati introdotte borse di studio di 2-3-400 euro per i crediti ottenuti in un anno, raddoppiabili se la media voto è più alta di quella di facoltà e chi ha fratelli iscritti all’Ateneo paga la metà delle tasse.
E’ necessario allora che il lavoro sulle fasciazione continui ogni anno per aumentare i premi ai meritevoli, migliorare il sistema sui dati reali di ogni anno e restituire gli eventuali contributi in eccesso.
Bilancio: per il bilancio 2009 abbiamo voluto prenderci una responsabilità di fronte a tutti per il bene dell’Università e di noi studenti votando a favore del bilancio dell’Ateneo che ha dovuto far fronte ai tagli gravissimi e al blocco del turn-over previsti dalla 133 per il 2010.
Abbiamo sostenuto così tagli alle voci di bilancio per 8 milioni di euro, con la chiusura delle strutture il sabato, per poter tenere aperta con i risparmi ottenuti tutta l’Università. E’ stato possibile anche, grazie al nostro lavoro, restituire a tutti i dottorandi dell’Ateneo fiorentino gli aumenti stipendiali loro dovuti dall’Università per il 2008, circa 2 ml e mezzo di euro. Inoltre è stato possibile assumere con i fondi risparmiati i 46 ricercatori per la cui assunzione ci eravamo già battuti in sede di bilancio 2008. Queste assunzioni permetteranno così di far fronte alle esigenze di ricerca e docenza della nostra Università in modo più adeguato.
E’ necessario che si apra un lavoro di monitoraggio costante in CdA perché sia garantito un reale risparmio dalle voci tagliate, e si mantengano però i servizi essenziali per noi studenti garantendo il loro effettivo e completo svolgimento.
Legge 133: Con la legge 133 e i disordini che ne sono conseguiti è evidente che se il sistema universitario nazionale ha bisogno di una riforma, non è possibile fare ciò attraverso una manovra economica che taglia i fondi. E se i tagli al sistema universitario sono lesivi del diritto allo studio di noi studenti, così lo sono state anche le occupazioni, che hanno impedito a tanti di far lezione oltre ad acuire un clima di muro contro muro. Per garantire agli studenti il diritto di far lezione, come sancito dallo statuto di Ateneo, abbiamo sostenuto una raccolta firme che in pochi giorni ha raccolto 1000 adesioni. Per combattere la 133 abbiamo manifestato la nostra posizione attraverso la nostra rappresentanza al Consiglio nazionale degli studenti universitari presso il ministero, ottenendo che i tagli in finanziaria al diritto allo studio fossero eliminati e aumentati i finanziamenti nel dl180 a 65 ml per l’edilizia universitaria e 135 ml in borse di studio. Il dl 180 è quindi un inizio con alcuni aspetti positivi, ma è necessario non attuare i tagli previsti per il 2010 e proporre un lavoro di riforma che tenga conto di tutte le componenti dell’Università.
Senato Accademico: cosa abbiamo fatto e cosa proponiamo
Didattica: in Senato Accademico abbiamo lavorato di pari passo con le facoltà per rendere effettivamente operativa la riforma Mussi, grazie alla quale è stata razionalizzata l’offerta formativa diminuendo il numero dei corsi e degli esami a favore di una maggiore chiarezza nella struttura e nell’organizzazione, ed è stato possibile creare dei veri e propri corsi di laurea specialistica, prima solo una mera ripetizione dei corsi di laurea triennali. Questa riforma però deve essere completata: alcuni corsi sono migliorabili, e soprattutto alla luce dei numerosi pensionamenti dei docenti nei prossimi anni, tutte le facoltà dovranno rivedere la loro offerta formativa senza fare promesse irrealistiche agli studenti.
Ricerca: in sede di bilancio 2008 e 2009 in Senato abbiamo sostenuto l’assunzione di 46 ricercatori sfruttando il cofinanziamento del Ministero. Queste assunzioni permetteranno così di far fronte alle esigenze di ricerca e docenza della nostra Università in modo più adeguato, ed è stato possibile nel corso di un lavoro di un anno su due bilanci portando avanti la scelta di assumere personale anche in un momento di tagli all’Università e alla ricerca e di blocco delle assunzioni come questo.
Per noi è fondamentale tutelare chi ha a cuore l’Università nel lavoro di ricerca e docenza che ne sostiene l’impeto ideale.
Consiglio territoriale A.R.D.S.U.: cosa abbiamo fatto e cosa proponiamo
Il Consiglio Territoriale (C.T.) è un organo essenziale per garantire agli studenti la qualità dei servizi, di ristorazione, borse di studio, alloggi, offerti dall’ A.R.D.S.U. (Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) attraverso le ispezioni e controlli e la segnalazione al C.d.A. dell’azienda dei problemi emersi.
Troppo spesso, però, è successo che il C.T. non si sia nemmeno riunito e che non abbia programmato ispezioni.
Noi partiamo da un’idea di politica attiva, che non si limiti ad osservare quanto succede nel mondo universitario, ma che si impegni a segnalare i disservizi proponendo adeguate soluzioni. Questo è ora più che mai necessario dato che l ‘A.R.D.S.U. sta attraversando una fase di stasi che ci ha richiamato, nello scrivere il programma, ad una attenzione ancora maggiore verso le problematiche attuali:
1) Azienda unica
Dallo scorso anno le aziende per il diritto allo studio di Firenze, Siena e Pisa si sono accorpate in un’azienda unica a discapito delle specifiche esigenze del territorio fiorentino e delle altre sedi. Durante questo processo ci siamo opposti cercando di impedire la perdita del legame col territorio, fondamentale garanzia per un reale diritto allo studio.
È necessario allora che il C.T., in collaborazione con il C.d.A. unico, svolga un lavoro che tuteli la gestione dei servizi nelle singole città.
2) Servizio ristorazione
- Mensa “DLF Leopolda”: sarà probabilmente chiusa entro luglio 2009: è necessario trovare quanto prima una soluzione affinché gli studenti (specialmente quelli di Agraria e di Scienze della formazione) non vengano privati di un punto di ristoro fondamentale.
- Mense del Polo Scientifico di Sesto Fiorentino: a Sesto è presente una mensa non convenzionata (il “Faculty Club”) affittata dall’Università a privati invece che all’A.R.D.S.U., costretta così a convenzionarsi con mense lontane e difficilmente raggiungibili dagli studenti. E’ necessario allora che l’A.R.D.S.U. e Università garantiscano all’interno del Polo una mensa convenzionata per tutti gli studenti.
- S. Apollonia, S. Marta, Manticora Wine Bar e La Querciola: sono imminenti le scadenze delle convenzioni con queste mense (tra settembre ed ottobre 2009). Il C.T. dovrà adoperarsi perché sia garantito agli studenti il servizio di ristorazione fino ad oggi offerto dall’Azienda.
3) Residenza universitaria di Novoli
Sebbene sia la residenza universitaria più recente, è un edificio che presenta dei notevoli problemi strutturali e di progettazione. Il disagio più sentito dagli studenti riguarda l’inefficienza dell’impianto di erogazione dell’acqua calda, dovuto all’inadeguatezza delle cisterne. Sono quindi necessari interventi di manutenzione straordinaria che riportino l’edifico a condizioni accettabili per gli studenti che vi risiedono.
Comitato Pari Opportunità: cosa proponiamo
In quest’organo, nato per garantire una reale attenzione degli studenti più svantaggiati, lavoreremo perché possa acquisire una maggiore importanza tramite una stretta collaborazione con gli organi decisionali: questa infatti nei mandati precedenti non c’è stata, a discapito della funzionalità di questo organo che ha partecipato ai lavori sul Codice di Comportamento dell’Ateneo fiorentino.
Comitato Sportivo Universitario: cosa proponiamo
Come il Comitato Pari Opportunità, è un organo spesso poco sfruttato nonostante le sue potenzialità e le possibilità di servizi per noi studenti. Siamo riusciti, nonostante la scarsità dei fondi a mantenere invariato il costo dell’iscrizione e continueremo a promuovere iniziative nell’ambito sportivo dirette agli studenti. È necessario incrementare i fondi per migliorare i servizi e prolungare gli orari di apertura degli impianti sportivi.

