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	<title>Lista Aperta Firenze &#187; Ateneo</title>
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	<description>News dai rappresentanti universitari di Lista Aperta</description>
	<lastBuildDate>Sat, 08 Oct 2011 22:33:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>AAA CERCASI SCONTI</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 07:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>senato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ateneo]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Universitario]]></category>

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		<description><![CDATA[COME OTTENERE RIDUZIONI SULLE TASSE
Sconto fratelli/sorelle
La presenza di due o più fratelli/sorelle contemporaneamente iscritti a corsi di laurea dell’Ateneo comporta una riduzione, per ciascun fratello/sorella, del 50% dei contributi dovuti nell’anno accademico 2011/2012. Per ottenere questa riduzione è necessario che ogni fratello/sorella effettui una procedura online sul sito http://sol.unifi.it &#62; Matricola fratello/sorella dal 29 agosto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>COME OTTENERE RIDUZIONI SULLE TASSE</h2>
<h3>Sconto fratelli/sorelle</h3>
<p>La presenza di due o più fratelli/sorelle contemporaneamente iscritti a corsi di laurea dell’Ateneo comporta una riduzione, per ciascun fratello/sorella, del 50% dei contributi dovuti nell’anno accademico 2011/2012. Per ottenere questa riduzione è necessario che ogni fratello/sorella effettui una procedura online sul sito <a href="http://sol.unifi.it/FratelloSorella/FratelloSorella">http://sol.unifi.it &gt; Matricola fratello/sorella</a> <strong>dal 29 agosto al 28 novembre 2011.</strong><br />
<strong><span style="text-decoration: underline;">ATTENZIONE:</span></strong> la riduzione non è estesa automaticamente anche al fratello/sorella che dovrà, a sua volta, effettuare la stessa procedura per ottenere la riduzione dei contributi.</p>
<h3>Incentivi per gli iscritti a particolari cdl</h3>
<p>Per gli studenti iscritti al primo, secondo e terzo anno ai corsi di laurea di <strong>Matematica</strong> (L-35), <strong>Chimica</strong> (L-27), <strong>Fisica e astrofisica</strong> (L-30) e <strong>Statistica</strong> (L-41) sono previste forme di rimborso parziale delle tasse e dei contributi studenteschi. Per ottenere tali riduzioni è necessario che gli studenti abbiano acquisito, <strong>entro il 30 settembre 2011:</strong></p>
<ol>
<li>studenti del primo anno: almeno 24 CFU negli esami previsti dal loro piano di studio;</li>
<li>studenti del secondo anno: almeno 70 CFU negli esami previsti dal loro piano di studio;</li>
<li>studenti del terzo anno: almeno 150 CFU negli esami previsti dal loro piano di studio</li>
</ol>
<p>Gli studenti interessati devono consegnare in segreteria un apposito modulo (scaricabile da <a href="http://www.unifi.it">www.unifi.it</a> percorso Studenti &gt; Utilità &gt; Modulistica) <strong>dal 3 ottobre al 4 novembre 2011</strong>.</p>
<h3>Agevolazioni economiche per merito</h3>
<p>Gli studenti iscritti nell’AA 2010/2011 ad un corso di laurea triennale, magistrale, magistrale a ciclo unico, specialistica, specialistica a ciclo unico hanno diritto ad una riduzione dei contributi studenteschi in base a requisiti di produttività e merito.</p>
<ol>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">PRODUTTIVITÀ:</span></strong> gli studenti immatricolati lo scorso AA 2010/2011 al I° anno devono aver acquisito nel periodo 3 novembre 2010 &#8211; 31 ottobre 2011 un numero minimo di CFU così distribuito:<br />
- I soglia di produttività ➪ 40 CFU (oppure i 2/3 dei CFU previsti per il I° anno)<br />
- II soglia di produttività ➪ 50 CFU (oppure i 5/6 dei CFU previsti per il I° anno)<br />
- III soglia di produttività ➪ 60 CFU (o comunque tutti i CFU previsti per il I° anno)</li>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">PRODUTTIVITÀ E MERITO:</span></strong> gli studenti devono aver acquisito nel periodo 3 novembre 2010 &#8211; 31 ottobre 2011 un numero minimo di CFU così distribuito:<br />
- I soglia di produttività e merito ➪ 50 CFU (oppure i 5/6 dei CFU previsti per l’anno) con votazione superiore a quella di riferimento<br />
- II soglia di produttività e merito ➪ 60 CFU (o comunque tutti i CFU previsti per l’anno) con votazione superiore a quella di riferimento</li>
</ol>
<p>Il voto di riferimento è la media dei voti in rapporto ai crediti acquisiti da tutti gli studenti iscritti in corso nello stesso anno e nello stesso cdl dello studente.</p>
<p>In base a questi criteri gli importi massimi per le agevolazioni sono:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://firenze.listaperta.it/wp-content/uploads/2011/09/tabella.jpg"><img class="size-medium wp-image-1199 aligncenter" style="margin: 5px;" title="tabella" src="http://firenze.listaperta.it/wp-content/uploads/2011/09/tabella-300x73.jpg" alt="" width="300" height="73" /></a></p>
<p>Per ottenere queste agevolazioni è necessario presentare domanda consegnando un apposito modulo (scaricabile da <a href="http://www.unifi.it">www.unifi.it</a> percorso Studenti &gt; Utilità &gt; Modulistica) in segreteria <strong>dal 2 al 30 novembre 2011.</strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><em>ATTENZIONE:</em></span></strong> le agevolazioni economiche previste non sono cumulabili tra loro: nel caso in cui uno studente avesse diritto ad ottenere più agevolazioni e/o esoneri, automaticamente l’amministrazione universitaria assegnerà l’agevolazione o l’esonero più favorevole allo studente.</p>
<p><a href="http://firenze.listaperta.it/wp-content/uploads/2011/09/sconti.pdf">scarica il memorandum</a></p>
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		<title>Sono un laureando&#8230;che devo fare?</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 06:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>senato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ateneo]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Universitario]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi è lo studente laureando?
Ti puoi considerare uno studente laureando se intendi conseguire la laurea entro la sessione di aprile 2012 e sei in difetto, alla data del 17 ottobre 2011, di non più di 30 CFU se sei iscritto ad un corso di laurea triennale oppure 20 CFU se sei iscritto ad un corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Chi è lo studente laureando?</h2>
<p>Ti puoi considerare uno studente laureando se intendi conseguire la laurea entro la sessione di <strong>aprile 2012 </strong>e sei in difetto, alla data del <strong>17 ottobre 2011</strong>, di non più di 30 CFU se sei iscritto ad un corso di laurea triennale oppure 20 CFU se sei iscritto ad un corso di laurea magistrale o specialistica (anche a ciclo unico), con esclusione dei CFU relativi alla tesi e tirocinio.</p>
<h2>Devi rinnovare l&#8217;iscrizione?</h2>
<p>Se <strong>non </strong>intendi proseguire gli studi nell’AA 2011/2012 ad un corso di laurea magistrale, non sei tenuto a rinnovare l’iscrizione. Altrimenti:</p>
<ol>
<li>se conseguirai il titolo <strong>entro il 22 dicembre 2011</strong>, non sei tenuto a rinnovare l’iscrizione; dopo aver conseguito il titolo dovrai presentare una regolare domanda di immatricolazione per la laurea magistrale (la scadenza infatti è il 22 dicembre 2011)</li>
<li>se conseguirai il titolo <strong>entro il 7 marzo 2012</strong>, devi sia rinnovare l’iscrizione, che presentare in segreteria un apposito modulo (scaricabile da internet) di richiesta di iscrizione alla laurea magistrale condizionata al conseguimento del titolo nel periodo dal 2/1/2012 al 7/3/2012; dopo il conseguimento del titolo potrai perfezionare l’immatricolazione al corso di laurea magistrale</li>
<li>se conseguirai il titolo <strong>dopo il 7 marzo 2012 ed entro aprile 2012</strong>, non potrai perfezionare l’immatricolazione ad un corso di laurea magistrale (dovrai aspettare settembre!) e avrai diritto al rimborso delle tasse di iscrizione versate</li>
<li>se non conseguirai il titolo entro aprile 2012,	resterai iscritto	al corso di laurea triennale e	dovrai versare la seconda rata entro la scadenza ordinaria del 30 aprile 2012.</li>
</ol>
<p>Se intendi usufruire di servizi quali mobilità internazionale e collaborazioni a tempo parziale devi comunque rinnovare l&#8217;iscrizione con il pagamento delle relative tasse e contributi.</p>
<p><a href="http://firenze.listaperta.it/wp-content/uploads/2011/09/laureandi.pdf">scarica il memorandum laureandi</a></p>
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		<title>L’ITALIA È UN PAESE PER VECCHI?</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 11:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>senato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ateneo]]></category>
		<category><![CDATA[CNSU]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo Universitario]]></category>
		<category><![CDATA[Prima Pagina]]></category>

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		<description><![CDATA[APPELLO pubblico in difesa delle giovani generazioni, del futuro della scuola, dell’università e del nostro Paese
Entro il prossimo mese di ottobre, salvo ulteriori cambiamenti, il Ministro Gelmini firmerà il Decreto che avrà l’effetto di escludere per diversi anni le giovani generazioni dall’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Nei prossimi anni i posti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>APPELLO pubblico in difesa delle giovani generazioni, del futuro della scuola, dell’università e del nostro Paese</strong></h2>
<p>Entro il prossimo mese di ottobre, salvo ulteriori cambiamenti, il Ministro Gelmini firmerà il Decreto che avrà l’effetto di escludere per diversi anni le giovani generazioni dall’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Nei prossimi anni i posti disponibili per le lauree magistrali e le abilitazioni all’insegnamento saranno ridotti a una quantità irrisoria, che oltre ad essere assolutamente insufficiente a rispondere alle reali necessità della scuola, impedirà ai giovani di abilitarsi. La propensione del Ministero, sostenuta dai sindacati, è quella di privilegiare i diritti acquisiti dai numerosi precari già inseriti nelle graduatorie ad esaurimento e di far pagare il prezzo del passato (l’annosa e stratificata situazione del precariato scolastico) solo ed esclusivamente ai giovani. Questo è inaccettabile e miope al tempo stesso ed è un macigno sullo sviluppo del nostro Paese. Chi sta insegnando dal 2008 senza abilitazione, chi è ancora in fase di formazione e chi s’iscriverà nei prossimi anni all’università sarà di fatto tagliato fuori dalla possibilità di abilitarsi all’insegnamento.</p>
<p><span id="more-1191"></span><strong>Due principali conseguenze</strong></p>
<ol>
<li>In ambito scolastico si determinerà un vuoto generazionale di almeno 7 anni (ma stime meno ottimistiche dicono 10), che aumenterà l’età media del corpo docente italiano, già oggi tra le più alte in Europa.</li>
<li>In ambito universitario saremo spettatori dell’inevitabile e drastica diminuzione degli iscritti alle Facoltà umanistiche e scientifiche che hanno nell’insegnamento un loro naturale e costitutivo sbocco professionale (anche se ovviamente non l’unico), con conseguenze irreparabili per il livello culturale del Paese.</li>
</ol>
<h3>Nel chiedere la revisione del decreto in emanazione, proponiamo tre possibili soluzioni</h3>
<ol>
<li>Sganciare l’abilitazione dal reclutamento, come già avviene per le altre professioni: abilitarsi non significa, infatti, ottenere di diritto il posto d’insegnante in ruolo, ma conseguire un titolo spendibile sul mercato del lavoro, sul modello delle idoneità (è quanto già avviene in tutto il resto d’Europa).</li>
<li>Rendere disponibile per le lauree magistrali e per le abilitazioni all’insegnamento un numero di posti sufficiente a garantire un effettivo ricambio generazionale e una risposta alle reali necessità della scuola.</li>
<li>Avviare contestualmente e con urgenza una ridefinizione delle modalità di reclutamento dei docenti che assicuri selezione e qualità e che garantisca sia i diritti acquisiti di chi è già iscritto in graduatoria, sia le aspettative dei giovani abilitati di inserirsi nel mondo del lavoro.</li>
</ol>
<h3>Lanciamo questo appello come possibilità per il nostro Paese di riguadagnare il proprio futuro ed evitare una crisi generazionale ed educativa senza precedenti, ancor più dannosa per il periodo storico che stiamo attraversando.</h3>
<h3>Aderisci all&#8217;appello su <a href="http://www.appellogiovani.it">www.appellogiovani.it</a></h3>
<p><a href="http://firenze.listaperta.it/wp-content/uploads/2011/09/Appello_Giovani.pdf">Scarica il volantino (pdf)</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Elezioni Universitarie 6 e 7 Aprile: CAMBIARE PER COSTRUIRE</title>
		<link>http://firenze.listaperta.it/index.php/elezioni-universitarie-6-e-7-aprile-cambiare-per-costruire.html</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 19:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>senato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ateneo]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai da diversi anni sentiamo lamentare da più parti la crisi dell’Università italiana, tanto che essa nell’immaginario comune è il luogo degli sprechi, delle baronie e dei fuoricorso svogliati. In questa situazione abbiamo visto nei mesi scorsi il braccio di ferro tra un Governo che ha proposto la propria riforma come soluzione di tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai da diversi anni sentiamo lamentare da più parti la crisi dell’Università italiana, tanto che essa nell’immaginario comune è il luogo degli sprechi, delle baronie e dei fuoricorso svogliati. In questa situazione abbiamo visto nei mesi scorsi il braccio di ferro tra un Governo che ha proposto la propria riforma come soluzione di tutti i mali e alcuni oppositori che hanno solo gridato alla morte dell’Università. Tutti hanno posto la propria speranza di cambiamento in qualcosa che non avviene in Università: o una legge o la protesta contro di essa. Il risultato è che ora ci troviamo con un pugno di mosche in mano, da un lato abbiamo una riforma di scarso contenuto e senza investimenti (e quindi poco incidente) e dall’altra tanta rabbia e delusione. Così emerge finalmente il risultato di quello che già questo autunno avevamo fatto notare: l’Università è stata al centro della scena solo perché sfruttata come teatro di scontro tra forze politiche tutte mosse da ben altri interessi che il destino di noi studenti.<br />
<span id="more-1123"></span><br />
Eppure sappiamo che questo non è il quadro completo di quello che viviamo in Università quotidianamente. Qui noi incontriamo professori appassionati all’insegnamento, compagni con i quali condividere l’esigenza di conoscere e di compiersi, siamo noi stessi protagonisti di iniziative culturali e di solidarietà, di orientamento e di aiuto allo studio, per tentare di rispondere ai bisogni di tutti. È in forza di questa positività presente che ha senso continuare a lavorare. Non possiamo aspettare che qualcosa si muova nei palazzi della politica per esistere ed esprimere quello che siamo. Il primo contributo è quello di esserci, giorno per giorno, in Università e negli organi accademici, esercitando una funzione critica e propositiva. Per chi vuole vivere così le elezioni universitarie sono un appuntamento fondamentale.</p>
<p>Cambiare per costruire. Con questo motto ci candidiamo in tutti gli organi alle elezioni universitarie del 6-7 Aprile rivolgendoci a tutti gli studenti che hanno il desiderio di essere parte attiva e costruttiva in Università.<br />
C’è bisogno di cambiare: è necessario che negli organi di rappresentanza vi siano studenti che vivono l’Università con il desiderio di dare un contributo critico, al contrario delle liste di sinistra capaci solo di opporsi a priori senza preoccuparsi di avanzare proposte costruttive e di quelle di destra che non sono mai presenti durante l’anno, comparendo solo per le elezioni.</p>
<p>C’è bisogno di costruire un luogo dove lo studente sia al centro, dove la didattica sia tutelata, dove i meritevoli siano valorizzati, dove le segreterie e le mense siano efficienti.</p>
<p>Questo è il momento di ripartire. Votare Lista Aperta è il modo per cambiare e per iniziare a far parte della ricostruzione.</p>
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		<item>
		<title>La chiave per non chiudere è costruire!</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 17:54:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>senato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ateneo]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro Ateneo in questo ultimo mese sta ultimando il lavoro per applicare le nuove normative disposte dal Decreto Ministeriale n. 17 che modifica i requisiti necessari per attivare i corsi di studio.
Le nuove disposizioni, indirizzate verso una netta semplificazione dell’offerta formativa, impongono rigidi vincoli che in alcuni casi hanno condotto le Facoltà ad adottare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro Ateneo in questo ultimo mese sta ultimando il lavoro per applicare le nuove normative disposte dal Decreto Ministeriale n. 17 che modifica i requisiti necessari per attivare i corsi di studio.</p>
<p>Le nuove disposizioni, indirizzate verso una netta semplificazione dell’offerta formativa, impongono rigidi vincoli che in alcuni casi hanno condotto le Facoltà ad adottare drastiche scelte, come la chiusura di alcuni corsi di studio per la mancanza di professori.</p>
<p>Il DM 17 è stato comunque l’occasione per molte Facoltà di ripensare la propria offerta didattica, perché le ha indotte a valorizzare quei punti di forza da cui non possono prescindere.</p>
<p>Noi rappresentanti di Lista Aperta non ci siamo sottratti a questo lavoro, portando il nostro contributo in tutti gli organi in cui siamo presenti, in particolare nei Consigli di Corso di Laurea, dove l’attività è stata più intensa.<br />
<span id="more-1112"></span><br />
Il rischio di questo lavoro era quello di perdere di vista la centralità dello studente nell’ansia di dover rispettare i parametri ministeriali. Ad Economia, per esempio, una prima ipotesi di ristrutturazione prevedeva la fusione di due corsi di laurea (Economia Aziendale ed Economia e Commercio) in un unico corso che sicuramente avrebbe rispettato le direttive, senza però tener conto delle diversità di interessi degli studenti. Siamo riusciti invece a mantenere la distinzione tra i due corsi proprio per favorire una maggiore libertà di scelta.</p>
<p>Particolarmente toccata è stata anche la Facoltà di Lettere e Filosofia, dove sono stati tagliati quasi tutti i curricula ed anche alcuni corsi di laurea. Qui il nostro lavoro di rappresentanti ha mirato ad incrementare, là dove possibile, i crediti a scelta libera di cui ogni studente può usufruire, così da consentire una personalizzazione del proprio percorso di studi.</p>
<p>Nel lavoro svolto dentro le commissioni insieme ai professori, abbiamo visto che ancora esiste in università chi desidera proporre agli studenti un’offerta formativa che risponde alle loro aspettative.</p>
<p>Questi sono alcuni esempi in cui si vede che chi ha cuore l’università ha colto questo periodo non tanto per gridare alla sua chiusura ma come occasione per farla rinascere.</p>
<p><a href="http://firenze.listaperta.it/wp-content/uploads/2011/02/la-chiave.pdf">scarica il volantino</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dove sta andando l’università?</title>
		<link>http://firenze.listaperta.it/index.php/dove-sta-andando-l%e2%80%99universita%cc%80.html</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 12:09:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>senato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ateneo]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>

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		<description><![CDATA[I disordini che si sono verificati a polo di Novoli, insieme alle occupazioni che stanno avvenendo nelle varie facoltà, testimoniano il fatto che si stanno facendo dei passi indietro:
• indietro sulla libertà: in Università a nessuno può essere impedito di manifestare liberamente!il proprio pensiero, non intendiamo una generica e indifferente tolleranza di fronte alle azioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I disordini che si sono verificati a polo di Novoli, insieme alle occupazioni che stanno avvenendo nelle varie facoltà, testimoniano il fatto che si stanno facendo dei passi indietro:<br />
• <strong>indietro sulla libertà:</strong> in Università a nessuno può essere impedito di manifestare liberamente!il proprio pensiero, non intendiamo una generica e indifferente tolleranza di fronte alle azioni più inutili ma la possibilità per chiunque di verificare ciò in cui crede.<br />
• <strong>indietro sulla crescita dei singoli studenti:</strong> in Università si viene per imparare, per conoscere; con questi episodi!cosa abbiamo capito? La risposta è niente, o al limite che per farsi ascoltare l&#8217;unico strumento è la violenza.<br />
•<strong> indietro sulla politica universitaria: </strong>esistono più liste, ognuna con i propri valori e le proprie idee da difendere: questo non può significare la prevaricazione di un gruppo su di un altro.</p>
<p>Questi fatti sono serviti soltanto a dare un pessimo spettacolo dell&#8217;Università italiana, dipingendola come un campo di battaglia piuttosto che come un luogo in cui nascono dialoghi e confronti costruttivi.</p>
<p><strong>La domanda che nasce è: dove sta andando l&#8217;università? Nella situazione attuale essa!non sembra più rispondere al desiderio di conoscere che porta gli studenti a iscriversi; </strong>sembra invece che si sia ridotta a un luogo di violenza e di tensione, dove alcune minoranze decidono cosa è giusto e cosa è bene e lo vogliono imporre a tutti.<br />
<span id="more-1102"></span><br />
Chi si impone così, manca di stima verso tutti gli studenti e le scelte che liberamente ognuno vive. Le proteste di questi giorni, che mirano a bloccare le lezioni e il traffico, vogliono imporre a tutti la scelta di alcuni. Così in nome della libertà e dell’uguaglianza <strong>avvengono atti da dittatura</strong>.</p>
<p>L’università serve per conoscere ed entrare in rapporto con la verità. Se si toglie la didattica questo viene meno. Di conseguenza tutto sarebbe un vacuo tentativo di costruire un’università non più vitale. <strong>Noi ripartiamo dalla persona perché siamo consapevoli che ognuno, lì dove si trova può costruire qualcosa.</strong> Questa è l’unica possibilità affinché la riforma dell’università sia una riforma reale. Per questo chiediamo al Rettore e ai Presidi di tutelare in tutti i modi il regolare svolgimento dell’attività didattica, prima possibilità perché ciascuno di noi sia educato ad un vero pluralismo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>DIRITTO ALLO STUDIO: NON E’ QUESTA LA RAPPRESENTANZA CHE GLI STUDENTI MERITANO</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 09:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>senato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ateneo]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto allo Studio Universitario]]></category>
		<category><![CDATA[ardsu]]></category>
		<category><![CDATA[diritto allo studio]]></category>
		<category><![CDATA[rappresentanza studentesca]]></category>

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		<description><![CDATA[Come forse non tutti sanno, all’interno dell’ARDSU (Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) di Firenze è istituito un Consiglio Territoriale composto da 7 rappresentanti degli studenti, con il compito di “verificare l’organizzazione, la qualità e la gestione dei servizi erogati nell’area territoriale dell’Azienda [...] e di proporre soluzioni in grado di innovare i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come forse non tutti sanno, all’interno dell’ARDSU (Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) di Firenze è istituito un Consiglio Territoriale composto da 7 rappresentanti degli studenti, con il compito di “verificare l’organizzazione, la qualità e la gestione dei servizi erogati nell’area territoriale dell’Azienda [...] e di proporre soluzioni in grado di innovare i servizi sul territorio e di migliorarne la qualità”.Tra i 7 rappresentanti viene eletto un presidente che dovrebbe rappresentare la posizione del Consiglio territoriale all&#8217;interno del C.d.A. dell&#8217;azienda.</p>
<p>A più di un anno dalla costituzione del Consiglio Territoriale, la maggioranza eletta (Studenti di Sinistra, con 4 consiglieri) sta svilendo e annichilendo questo organo. L&#8217;unica sua preoccupazione nelle sedute dei consigli territoriali fino ad ora è stata infatti l’approvazione di un regolamento che garantisca la nomina del presidente “all’interno della lista maggioritaria”.<br />
Dunque fino ad ora l’unica preoccupazione degli Studenti di Sinistra è stata la possibilità di garantirsi un posto in C.d.A., non contemplando la collaborazione con le altre liste e ponendo in ultimo piano l’obiettivo primario, cioè migliorare i servizi agli studenti.</p>
<p>Non è questa la rappresentanza che gli studenti meritano!</p>
<p>I punti critici dei servizi agli studenti nell’ateneo fiorentino sono molti: code e sovraffollamento alla mensa Calamandrei e alla mensa di Novoli, degrado alla mensa di Santa Reparata, assenza di una mensa all&#8217;interno del Polo di Sesto, per citare alcuni esempi, ma evidentemente questo non interessa agli Studenti di Sinistra, i quali non hanno neanche la cura di presentarsi alle ispezioni (vedi ad esempio l&#8217;ispezione del 26 maggio alla mensa di Santa Reparata, alla quale nessuno di loro si è presentato, o quella alla mensa Montedomini dello scorso novembre).</p>
<p>Come Lista Aperta, con il nostro rappresentante in questo organo, Francesco Di Noia, continueremo a lavorare, pur in queste difficoltà oggettive, a cui si aggiunge il fatto che il presidente attuale non ha convocato un consiglio territoriale per quasi 6 mesi (l&#8217;ultima convocazione risale al 13 maggio). Siamo consapevoli infatti delle possibilità concrete di miglioramento dei servizi, cosa che ci ha portato ad esempio a proporre e ottenere l’installazione di una nuova cassa per gli studenti alla mensa della Querciola di Sesto e il ripensamento del percorso della mensa Calamandrei con l’inserimento di posate (finalmente) sterilizzate vicino le casse, o che ci sta facendo monitorare la situazione alla mensa di Agraria dove abbiamo ottenuto la promessa dell&#8217;apertura di una nuova sala per gli studenti.</p>
<p>Disdegnare la collaborazione con gli altri rappresentanti in nome di non si sa quale ideologia è un modo per far morire del tutto l&#8217;organo più vicino agli studenti. Se questo è l’obiettivo di Studenti di Sinistra, c’è da dire che ci stanno riuscendo.</p>
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		<title>La prima riforma è la persona</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 17:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>senato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ateneo]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tentativo di riforma dell’Università che in questi giorni è al centro dell’attenzione di professori, ricercatori e studenti da tempo concentra le nostre attenzioni come rappresentanti. In questo momento riconosciamo che è evidente la necessità di una riforma sostanziale del sistema universitario: serve un cambiamento, una ricostruzione che consenta di premiare e incentivare chi lavora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tentativo di riforma dell’Università che in questi giorni è al centro dell’attenzione di professori, ricercatori e studenti da tempo concentra le nostre attenzioni come rappresentanti. In questo momento riconosciamo che è evidente la necessità di una riforma sostanziale del sistema universitario: serve un cambiamento, una ricostruzione che consenta di premiare e incentivare chi lavora bene, di identificare gli sprechi, di favorire una vera autonomia degli Atenei e di garantire a tutti gli studenti il diritto allo studio.</p>
<p>Per questo, intervenendo negli organi universitari (Consigli di Facoltà e Consigli di Corso di Laurea) e nelle numerose assemblee convocate per affrontare la riforma, invece di soffermarci solo su quello che non va abbiamo sempre invitato a un tipo di lavoro che puntasse a modificare gli aspetti del Ddl che non ci convincevano. Notando inoltre che le varie bozze della legge lentamente cambiavano rispetto alla prima stesura abbiamo contribuito anche noi, attraverso i nostri rappresentanti al CNSU, a far entrare alcuni nostri emendamenti all’interno della versione licenziata dalla Commissione Cultura della Camera. La nostra preoccupazione è anzitutto far approvare una riforma che dia una garanzia economica.<br />
<span id="more-1054"></span><br />
Oggi più che mai servono proposte e non proteste! Le proteste infatti rischiano di essere tanto appariscenti quanto inefficaci, se non addirittura nocive poiché minacciano di impedire a numerose persone di vivere l’università. Le proposte sono invece indice del desiderio di partecipare al rinnovamento.</p>
<p>Ci preme comunque sottolineare che non sarà mai una legge, per quanto perfetta essa possa essere, a risolvere la situazione. Per la ricostruzione servono persone coscienti di cambiare le cose attraverso il proprio lavoro, sia esso insegnare, fare ricerca o studiare. La prima riforma è infatti quella della persona: solo uomini nuovi, consapevoli che con la loro presenza contribuiscono nel modo più grande al bene comune, possono essere l’origine dell’università nuova.</p>
<p>Noi di Lista Aperta siamo insieme per crescere in questa consapevolezza attraverso il lavoro di rappresentanza, cercando un dialogo costruttivo con docenti e ricercatori, per costruire un centro privilegiato di cultura ed educazione, punto cardine per lo sviluppo dell&#8217;intera società.</p>
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		<title>In università per crescere</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 09:38:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>senato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ateneo]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>

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		<description><![CDATA[La scelta dell’università è un passo importante per scoprire la propria strada. Tanti sono i motivi che ci fanno iniziare: una forte passione, un interesse appena intuito, il desiderio di fare un certo lavoro, il suggerimento di un amico o un professore ecc… tutti comunque riconosciamo che in questa scelta è in gioco la forma futura che prenderà la nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scelta dell’università è un passo importante per scoprire la propria strada. Tanti sono i motivi che ci fanno iniziare: una forte passione, un interesse appena intuito, il desiderio di fare un certo lavoro, il suggerimento di un amico o un professore ecc… tutti comunque riconosciamo che in questa scelta è in gioco la forma futura che prenderà la nostra vita. Pertanto desideriamo che gli anni che abbiamo a trascorrere in questo luogo portino frutto non solo come carriera ma anche come crescita umana.</p>
<p>Solo concependo l&#8217;università come luogo privilegiato per lacrescita di tutta la persona questa diviene un luogo capace di generare uomini in grado di stare dentro le sfide della realtà,offrendo così un reale servizio al Paese. Purtroppo il momento storico in cui ci troviamo &#8211; la riforma universitaria, le conseguenti proteste, i tagli di bilancio, il blocco delle assunzioni &#8211; riduce l’università a un grande problema di tipo economico soffocandone il reale compito e quindi ostacolando ogni studente nella verifica della propria strada.</p>
<p>Noi studenti di Lista Aperta vogliamo dare credito alla possibilità di percorrere questa strada, perché più forte di tutto è il desiderio che la nostra vita non sia spesa inutilmente. È da qui che nasce il nostro impegno nella politica universitaria che si realizza al di fuori di ogni schema ideologico guardando ai problemi concreti degli studenti e tutelando spazi di libertà per ognuno, consapevoli che per non soffocare o per non scivolare nell’indifferenza occorre non essere soli: occorre trovare persone con cui condividere l’avventura della strada intrapresa.</p>
<p><strong>I RAPPRESENTANTI DI LISTA APERTA</strong></p>
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		<title>Intervento alla Conferenza d&#8217;Ateneo sul DDL Gelmini  – 8 Giugno 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 22:22:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>senato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ateneo]]></category>
		<category><![CDATA[In Rilievo]]></category>

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		<description><![CDATA[La riflessione approfondita sul ddl portata avanti in questi mesi talvolta insieme alle altre componenti della comunità universitaria ci ha portato ad individuare alcune questioni che ci stanno particolarmente a cuore.
L’università italiana ha bisogno di una riforma e il ddl Gelmini rappresenta una strada verso questa, ovviamente una strada che ha bisogno di essere costruita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La riflessione approfondita sul ddl portata avanti in questi mesi talvolta insieme alle altre componenti della comunità universitaria ci ha portato ad individuare alcune questioni che ci stanno particolarmente a cuore.</p>
<p>L’università italiana ha bisogno di una riforma e il ddl Gelmini rappresenta una strada verso questa, ovviamente una strada che ha bisogno di essere costruita e corretta lungo il percorso dagli attori principali cioè docenti, ricercatori e studenti interessati veramente al bene dell’università e intenzionati a migliorarla. Questo ddl presenta molte criticità come abbiamo potuto apprendere dalla relazione di questa mattina. La nota più evidente è che l’intento del Ministero è quello di una riforma “a costo zero”, non riconoscendo che solo un investimento reale può cambiare effettivamente le cose: senza soldi non si va avanti! Fatta questa premessa, che rappresenta un po’ tutta la linea guida del ddl, non possiamo non soffermarci su alcuni punti su cui invece è possibile costruire.<br />
<span id="more-1043"></span><br />
Per prima cosa condividiamo le linee ispiratrici della riforma, giudicando interessante ed adeguato per ricostruire l’università l’introduzione di criteri di valutazione e di merito. Riteniamo infatti che queste due cose possano sostenere e valorizzare quei luoghi dove la vita universitaria è di qualità e contemporaneamente possano evidenziare quei luoghi dove il sistema universitario evidentemente non funziona.</p>
<p>Riguardo alla valutazione dei docenti, specialmente per quanto riguarda la didattica, vorremmo che tra i parametri monitorati ci sia anche la valutazione fornita dagli studenti. Siamo infatti convinti che questo sia un modo di valutare alcuni aspetti quotidiani legati alla docenza, quali, ad esempio, la puntualità e la disponibilità ai ricevimenti.</p>
<p>Sul merito siamo particolarmente d&#8217;accordo perché è uno strumento con cui valorizzare l’impegno e la capacità di tanti studenti, in particolare quelli privi di mezzi, che oggi non sono sufficientemente aiutati.</p>
<p>Oltre a questo riconosciamo diversi punti problematici.</p>
<ol>
<li>GOVERNANCE: Innanzitutto riteniamo che alcuni punti del ddl impongano una grande rigidità alle università, in contrasto all’autonomia e a una logica di sussidiarietà. Ad esempio, obbligare tutte le università ad avere una presenza di esterni nel CdA non tiene conto delle differenti realtà locali in cui gli atenei sono inseriti. Il rischio è quello che in molti casi gli esterni siano politici inviati da enti pubblici come Regioni, Province e Comuni, non andando incontro a quell’apertura verso il mondo esterno di cui attualmente l’università italiana è poco capace, soprattutto riguardo ad alcuni settori scientifici.<br />
Sarebbe invece più utile che il ddl desse la possibilità di far partecipare gli esterni, fissandone un tetto massimo anziché minimo e lasciando libere le università di decidere a riguardo. Inoltre, gli esterni non devono essere messi in condizione di dirigere le attività di ricerca e didattica dell’università poichè potrebbero dirottare gran parte delle attività universitarie secondo i loro interessi privati. Su questo, apprezziamo che il testo emendato restituisca alcuni poteri al Senato Accademico, rendendolo così capace di bilanciare le decisioni del CdA. Sempre in merito agli organi accademici constatiamo con piacere la decisione del Ministero di mantenere la rappresentanza studentesca, vero strumento per rendere gli studenti partecipi della vita universitaria e per evidenziare i problemi che affliggono le università; notiamo infatti l’introduzione della rappresentanza nel Nucleo di Valutazione di Ateneo. In un&#8217;ottica di razionalizzazione delle risorse in base al merito, è fondamentale il contributo degli studenti, magari potenziandone le possibilità di valutazione attuali attraverso questionari più incisivi. Tuttavia è necessario indicare i numeri dei rappresentanti negli organi.</li>
<li>DIRITTO ALLO STUDIO: Riguardo al diritto allo studio apprezziamo l’istituzione di un Fondo Speciale per il merito e le due forme di finanziamento a cui è destinato il Fondo, cioè premi di studio e buoni studio, ci sembrano interessanti. Chiediamo tuttavia che i parametri sui risultati accademici conseguiti siano adeguati alle specificità delle aree disciplinari e territoriali per garantire una maggiore uguaglianza degli studenti.<br />
Vogliamo inoltre che anche i buoni studio siano finanziati direttamente dal Ministero e chiediamo chiarezza sulle modalità di restituzione dei soldi.<br />
Vorremmo però capire meglio in che rapporto starà il Fondo nazionale con le strutture regionali già esistenti. Queste strutture vanno preservate e potenziate perché sono più vicine agli studenti e alle problematiche locali. In questo senso l’introduzione del costo standard unitario di formazione per studente aiuterebbe un finanziamento pertinente per ogni università, tuttavia il ddl parla di uno stanziamento di soli 11 milioni di euro in due anni: una cifra chiaramente irrisoria. Inoltre è necessario calcolare bene questo indice per evitare il collasso del diritto allo studio in alcune regioni.</li>
<li>RICERCATORI: Da ultimo ci interessa rilevare l’inadeguato trattamento dei ricercatori a tempo indeterminato che da anni lavorano all’interno dell’università e fanno didattica gratuitamente, dato che questi non rientrano nelle disposizioni del ddl circa il tetto massimo di ore di lezione cui sono chiamati i ricercatori (350 ore per quelli a tempo pieno e 250 ore per quelli a tempo definito).<br />
Questa rappresenta una profonda ingiustizia dato che grazie a loro si regge una buona parte del sistema universitario e questo non è riconosciuto dal ddl. Infatti il ddl mira soltanto a costruire un sistema di reclutamento, magari anche efficiente, che però non tiene conto dei 26000 ricercatori a tempo indeterminato già presenti. Sosteniamo la loro proposta di farsi valutare rifiutando l’ope legis, e di introdurre un piano di transizione che porti a bandire in quattro anni 12000 posti di associato. Questo è il modo di riconoscere e valorizzare una realtà di maestri che già c’è.</li>
</ol>
<p>Tuttavia esprimiamo viva preoccupazione riguardo la possibilità di ritiro dell’attività didattica in quanto il rischio di tale manovra è quello punire l’anello debole della catena cioè gli studenti che ancora una volta si ritrovano vittime senza colpa.</p>
<p>Il ritiro della disponibilità porterà sicuramente al collasso dell’università senza peraltro ottenere l’ascolto da parte dell’opinione pubblica che così non viene sensibilizzata al problema.</p>
<p>Chiediamo quindi al Parlamento e al Ministro Gelmini che consideri le richieste dei ricercatori cercando una via di comune accordo. Il testo licenziato dalla commissione cultura lascia sperare che l’emendabilità sia una strada davvero perseguibile.</p>
<p>In quest&#8217;ottica, molti ricercatori qui a Firenze e in tutta Italia sono diventati per noi la testimonianza di uomini che davanti a questa situazione si sono chieste: cosa posso fare io di fronte al ddl? Da questo si è generato un movimento di persone in tutto il Paese che ha portato alla luce i punti su cui il mondo accademico chiede una revisione. Anche noi ci siamo coinvolti con alcuni ricercatori del coordinamento e ci siamo accorti di quanto hanno a cuore l&#8217;università. Da questo è nata una sintonia in forza della quale desideriamo percorrere un pezzo di strada insieme nel tentativo di proseguire la strada dell&#8217;emendabilità diventando quindi compagni nel dialogo con le istituzioni.</p>
<p>Proprio in forza di questa sintonia ci sentiamo liberi di rilanciare a tutti i ricercatori una provocazione che non possiamo non considerare: se davvero ci fosse da parte vostra il ritiro della disponibilità alla didattica, non vi sembrerebbe di contribuire alla fine dell’università? E questo come lo giudicate?</p>
<p>Noi di fronte a questa forma di protesta siamo in disaccordo, sentiamo questo stridore e non saremmo leali a non esporlo. Noi non vogliamo cedere ad un sistema che sembra spingere le persone verso l&#8217;esasperazione e tentare l&#8217;indebolimento di quei luoghi dove è favorita la crescita di ogni persona. Ci sembra che l’astensione dalla didattica sia qualcosa in linea con un sistema di questo tipo. Infatti la mossa nobile che vi ha portato ad affrontare il problema viene combattuta con un’arma solamente distruttiva. I recenti emendamenti ci lasciano sperare che la vera arme di riforma sia un coinvolgimento serrato nel dialogo con le istituzioni e l’opinione pubblica.</p>
<p>Animati dal desiderio di ricostruire l&#8217;università, ed avendo trovato numerosi ricercatori che condividono questo desiderio, noi stiamo facendo tutto il possibile, anche attraverso i rappresentanti nazionali degli studenti, perché queste nostre proposte vengano recepite.</p>
<p>Noi desideriamo lavorare con tutti quelli che riconoscono questo momento come uno privilegiato per costruire e riformare l’università.</p>
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