Oggi, lunedì 14 Dicembre, noi di Lista Aperta abbiamo scelto di partecipare all’inaugurazione dell’Anno Accademico a partire dalla Santa Messa celebrata in Battistero da S.E. Monsignor Betori.
Partendo dalla nostra esperienza in università, ci accorgiamo che, benché la situazione dell’Ateneo non sia facile, abbiamo qualcosa da celebrare. Infatti, è esperienza di tutti che quando un desiderio ci anima non c’è difficoltà che non sia affrontabile. Da questo desiderio di conoscenza insito in ogni uomo è nata l’università e l’inaugurazione dell’Anno Accademico è un’occasione per tornare a guardarlo.
Per questo da diverso tempo ribadiamo che nessuno ostacolo economico e nessuna legge può impedire alla singola persona di ricercare e conoscere.
Dentro questo orizzonte, ci preme giudicare le questioni attuali che riteniamo più importanti:
- Disegno di legge Gelmini: la necessità di una riforma del sistema universitario è da più tempo invocata. Tuttavia il ddl non ci sembra davvero efficace: l’università è vista solamente attraverso una lente economica incapace di tenere conto di tutti i fattori. Agli occhi di tutti, l’università è un mondo di sprechi e baronie e il ddl è mirato ad eliminare questi due aspetti con l’unica preoccupazione di far quadrare i conti. Questo fatto è evidente soprattutto nella riforma della governance dove al Senato Accademico resta solo un ruolo consultivo mentre tutte le decisioni, anche quelle riguardo la didattica e la ricerca, sono affidate al CdA che quindi diventa l’organo più importante dell’Ateneo. Ma quello che più preoccupa è che il Ministero non voglia investire sull’università: i tagli previsti (700 milioni) non verranno compensati del tutto dalle entrate provenienti dallo scudo fiscale (500 milioni). Per questo il Ministero risponde in modo parziale al problema dell’università. Non nascondiamo l’esistenza di sprechi, ma una vera riforma deve individuarli ed intervenire puntualmente su di essi, senza tagli orizzontali e indistinti.
- Spazi: nel nostro Ateneo il problema degli spazi e delle strutture per gli studenti è rilevante. I recenti tagli hanno comportato la chiusura delle Facoltà il sabato mattina, mancano adeguati spazi di studio e le strutture nel centro storico sono carenti. Quanto accaduto a Psicologia (tetto sfondato, gatti rinchiusi in aule per gli studenti e un’invasione di api a mensa) evidenzia chiaramente il problema. Inoltre diverse Facoltà ospitano corsi in aule sovraffollate che rendono difficile seguire le lezioni. Noi siamo impegnati ad usare gli spazi disponibili a favore degli studenti, come testimoniano le numerose iniziative che si sono svolte in questo semestre.
Da un lato il desiderio di conoscenza, dall’altro il luogo dove viviamo. È nell’impegno con questi due aspetti che ognuno scopre cosa veramente gli interessa e cerca nel suo vivere quotidiano, cosa chiede non solo allo studio ma a tutta la sua vita. In noi tutto questo genera un cambiamento che porta a coinvolgerci nella politica universitaria con l’unico scopo di essere una presenza al servizio degli studenti.